CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA

CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE Sabato 15 ottobre ROMA – ore 14


VIII CONGRESSO


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MANIFESTAZIONE 16 OTTOBRE ROMA


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sabato 28 gennaio 2012

Dichiarazione di Ezio Locatelli sugli arresti dei manifestanti No Tav

Dopo la militarizzazione della Val di Susa si è deciso di attuare la criminalizzazione di qualsiasi forma di resistenza alla distruzione di un intero territorio relativamente alla realizzazione di un’opera dissennata e speculativa qual è la Tav. Il vero obbiettivo delle quaranta misure cautelari nei confronti di altrettanti attivisti No Tav è quello di mettere al palo il movimento No Tav in Val di Susa e di far fuori la rete di solidarietà che intorno a questo movimento si è andato costituendo in tutta Italia. Fra le persone oggetto di avviso di garanzia e di provvedimento cautelare Andrea Vitali, responsabile organizzativo Prc di Torino a cui va la nostra piena solidarietà. La migliore risposta che possiamo e dobbiamo dare a questa dimostrazione di forza è di rilanciare una mobilitazione di massa, politica, pacifica. Sabato pomeriggio Rifondazione Comunista sarà in piazza a Torino insieme al movimento antitav della Val di Susa.

Ezio Locatelli
segretario provinciale di Rifondazione Comunista-Fds Torino 

lunedì 9 maggio 2011

Tu quoque Nichi? Lettera aperta e "di parte" a Nichi Vendola, di Luisa Morgantini e l'adesione della Federazione di Pordenone

Caro Nichi, dicci che non è vero e che è stato tutto un terribile equivoco. Non hai mai descritto Israele come “un Paese che ha trasformato aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini”. Non ne hai mai parlato come di “un Paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua” senza dire che nei territori occupati il ciclo dell’acqua consiste nel sottrarre l’acqua ai palestinesi per annaffiare colonie illegali. E’ stato quel furbacchione dell’Ambasciator Meir a “confondere un po’ le acque”? E allora perché non pubblicare una bella smentita? Ti hanno già scritto in molti e lo ha già fatto molto bene Myriam Marino, ci siamo anche noi: un bel gruppo di persone le più diverse appena tornate da un “viaggio di conoscenza” in Israele e Palestina, pensa. Uno di quei bei viaggi organizzati dall’Associazione per la Pace di Luisa Morgantini, un viaggio che nessuno di noi dimenticherà mai, che è appena cominciato e che vogliamo continuare, anche con te se ne avrai voglia e curiosità. Si dice che la Sinistra sia molto più brava a fare autocritica che a criticare i propri avversari.
E infatti eccoci qua, a esercitare la nostra critica, tanto forte quanto forti sono le nostre aspettative nei tuoi confronti. Molti di noi sono “di sinistra”, alcuni di noi militano nelle file di Sinistra, Ecologia e Libertà. C’è anche chi non vede l’ora di vederti a capo di un governo che traduca sogni di giustizia in realtà quotidiana. Tutti noi crediamo che essere “radicali” non voglia dire essere “faziosi” e per forza “oppositivi”, ma essere in grado di arrivare alle radici delle cose, per capirle, interpretarle e tentare di dare risposte a questioni che sembrano difficili da risolvere. Siamo contrari a battaglie identitarie che servono solo a dare un’etichetta a chi si sente perso senza un simbolo appiccicato addosso. Crediamo che oggi più che mai sia necessario studiare e reinterpretare il mondo. Neanche a te piacciono gli slogan vuoti e anche tu hai sempre voglia di imparare. E’ finita l’epoca della fedeltà assoluta ad una “causa superiore”, bisogna coltivare il dubbio, siamo d’accordo. Ma alcune battaglie vanno portate avanti con convinzione. Per questo abbiamo superato i dubbi di Pasolini su Israele e il mondo arabo e non abbiamo dubbi da che parte stare quando si parla dei Territori Occupati. Ogni tanto fa anche bene sentirsi nel giusto. A noi ha fatto bene manifestare contro il Muro a Bil’in insieme ai comitati palestinesi di resistenza popolare, ballare a Sheik Jarrah con i giovani israeliani strillando a una voce “One, two, three, four…occupation no more!”. Davanti a noi, due coloni che facendo finta di niente leggevano il Talmud seduti sul divano in cortile. Hanno ignorato noi come ogni giorno ignorano l’anziana profuga palestinese, a cui hanno occupato la casa assegnata dall’UNRWA ma che in quel cortile ha deciso di viverci lo stesso, sotto una tenda. Ci ha fatto bene conoscere gli Human Supporters di Nablus che aiutano i bambini a superare il dolore, e ci ha fatto bene vedere quel che riesce a fare il Rehabilitation Centre di Hebron in una città militarizzata da 5000 soldati venuti a proteggere i 400 coloni che hanno occupato il centro storico rendendo la vita impossibile ai palestinesi. Tutto questo ci ha fatto bene, ma ci ha fatto anche soffrire, perché l’ingiustizia fa soffrire, come fanno soffrire i racconti di violenza inaudita che ci sono stati riferiti dalle stesse vittime, anime di un assurdo purgatorio che chiedono di riportare in terra la loro verità.
Nichi, lo sai che nell’ “unico Stato democratico del Medio Oriente” esistono le prigioni per i morti? Quelle dove i palestinesi marciscono, letteralmente, per scontare pene di 250 anni?Noi comprendiamo le ragioni diplomatiche che ti spingono a parlare anche con l’Ambasciatore di uno Stato che pratica l’apartheid, ma è davvero necessario sposarne e diffonderne la propaganda? Non dobbiamo dirti noi che già nella Bibbia la Palestina è identificata come la terra dove scorrono latte e miele: non è stato certo lo Stato di Israele a renderla fertile. Semmai, lo Stato di Israele sta utilizzando i territori abitati dai palestinesi come discariche. E a proposito di tecniche d’avanguardia, lo sai che dalle belle oasi che si sono costruiti in Cisgiordania i coloni aggrediscono i bambini palestinesi che per andare a scuola senza fare deviazioni chilometriche osano avvicinarsi a loro? E sai che non lontano dalle meravigliose palme piantate dai coloni nella Valle del Giordano esistono villaggi di beduini dove l’acqua potabile non passa perché è stata deviata? Siamo andati a conoscerli i bambini di questi villaggi, abbiamo visto le loro scuolette fatte coi copertoni delle macchine (anche grazie all’aiuto della cooperazione italiana), abbiamo visto le tende dove fanno lezione in attesa che sia pronta la scuola di fango intitolata a Vittorio Arrigoni: qualche mattone l’abbiamo messo pure noi, simbolicamente, per testimoniare la nostra vicinanza. Giardinetti per loro non ce ne sono, e qualcuno vorrebbe che neanche loro fossero lì. Come a Gerusalemme, dove i palestinesi non possono costruire case nemmeno sulla terra che appartiene a loro. E i figli devono arrangiarsi altrove, perdendo in questo modo per sempre la residenza. E allora Nichi, questa terra che in tutto sarà grande come la tua Puglia, bisogna conoscerla tutta per saper distinguere gli orrori dalla speranza, per capire che anche chi sta male a volte non si arrende. Per denunciare chi, nel nome di una religione e di una cultura, fa terra bruciata intorno a sé, teorizzando e riuscendo a far passare il messaggio che i suoi diritti valgono più dei diritti degli altri. Lo stato di Israele sarà pure denso della cultura ebraica che tutti apprezziamo, ma cosa c’entra questa cultura con le prevaricazioni che subiscono i palestinesi? Infine, riguardo al tuo desiderio di “sviluppare reciprocamente le attività turistiche”, ci chiediamo: è per difendere questa cultura che quegli uomini e donne di ghiaccio del sistema di sicurezza israeliano hanno sottoposto noi “turisti” italiani a un vero e proprio interrogatorio sulla via del ritorno, all’aeroporto di Tel Aviv? Terrorismo psicologico, il loro, roba da farti venire la tremarella. L’accusa, gravissima, quella di “essere dei volontari”. Pensa che curioso, ci hanno accusati di essere venuti in Israele “solo” per aiutare i palestinesi, e hanno voluto le prove che fossimo stati nei posti giusti: posti, ad esempio, come i giardini di Haifa di cui sono (siete?) tanto orgogliosi. Fra le tante foto “compromettenti” che hanno visto dopo averci requisito la macchina fotografica è spuntata fuori anche quella dei giardini di Haifa. Meno male, siamo particolarmente sensibili ai giardini. Ci vuoi venire a vedere i giardini e le palme con noi? Noi ti ci portiamo volentieri, ma poi facciamo anche un viaggio nei villaggi e nelle città palestinesi.

Con la stima che non vogliamo perdere,

Luisa MORGANTINI
con pacifisti italiani che sostengono il popolo palestinese

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Compagno Nichi,
sottoscriviamo, perché crediamo nelle cose scritte, lettera aperta della Morgantini
Poiché siamo apertamente, sinceramente ed orgogliosamente “di parte” (come ci ha definiti la coordinatrice provinciale di SeL a Pn rifiutando, anche se ce lo aveva lei chiesto 20 ore prima, un accordo elettorale con noi, pensando così, magari, di denigrarci) noi stiamo dalla parte di quel popolo che da decine di anni lotta contro una pesantissima occupazione militare senza che mai le potenze occidentali si siamo spese a suo favore, anzi, mentre ora quelle stesse potenze, tra cui l’l’Italia bombardano la Libia con la scusa di aiutare il popolo.
Siamo dalla parte di tutti popoli dell’area mediorientale e nord africana che oggi, anche a prezzo della vita, si stanno ribellando alle tirannie.
Siamo dalla parte di chi si schiera contro ogni aggressione e guerra assieme a tante/i come Giuliana Sgrena, che si è” ribellata” al “trattamento” poco dignitoso che avrebbe dovuto, alcuni mesi a PN, organizzata da SeL provinciale, farsi presentare da un “giornalista” locale apertamente guerrafondaio, denigratore dei pacifisti e sostenitore di campagne anti immigrati.
Siamo dalla parte di chi cerca di costruire una sinistra unita, plurale, “di parte” (dalla parte dei lavoratori, dei giovani, di tutti i diversi, per i diritti, contro ogni sfruttamento e discriminazione),…..
SEI ANCORA ANCHE TU NICHI …”DI PARTE” ???


Michele NEGRO
assieme a compagne/i di Rifondazione Comunista, delle/dei Giovani Comuniste/i , della Federazione della Sinistra di Pordenone.

lunedì 7 marzo 2011

Napoli, le condizioni di un "nuovo inizio"

Due fatti delle ultime ore che aiutano a capire quello che sta succedendo a Napoli.
Venerdì pomeriggio, passata la paura dell'arrivo del Commissario prefettizio, Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli da 10 anni, è tornata a Palazzo San Giacomo ed ha tenuto una riunione di Giunta che ha approvato importanti delibere. Ordinaria amministrazione? No, purtroppo. Ma una variante al Piano urbanistico attuativo di Bagnoli su cui si misura il fallimento, dopo 18 anni, del governo della città di Napoli. Una variante grave perché sostanzialmente consente la costruzione di 600 case in più in sostituzione di attività del terziario avanzato. Bagnoli, luogo simbolo del presidio operaio della Italsider, che aspettava bonifiche, recupero della linea di costa attraverso la rimozione della colmata a mare e rilancio produttivo con attività a basso impatto ambientale, si trova oggi a veder stravolto quello che era stato il Piano regolatore voluto da Vezio de Lucia a fine anni 90. Su Bagnoli si tradisce lo spirito della scelta iniziale di una grande opera di trasformazione urbana e industriale, sull'esempio delle migliori esperienze europee. Con il cambio di destinazione urbanistica si stravolge quello spirito e si cede alla lobby dei costruttori. 
 
Sabato mattina, nel centro storico di Napoli, in un teatro stracolmo con centinaia di persone rimaste fuori, è partita la campagna elettorale di Luigi De Magistris, candidato a Sindaco di Napoli. C'erano le associazioni, i comitati di cittadini contro le discariche e gli inceneritori, c'erano gli operatori del terzo settore che denunciano la pessima gestione delle politiche sociali del Comune e del mancato finanziamento da parte della Regione, c'erano gli operai della Fiom, il mondo dei saperi dall'Università alle professioni, c'erano gli artisti, ma c'era soprattutto il popolo della sinistra che è stanco delle modalità di governo di questi anni.
C'era la Napoli che non si rassegna all'idea che per liberarsi dalle gestioni clientelari del centrosinistra e del bassolinismo debba consegnare anche la città di Napoli alla destra collusa con la camorra dei Cosentino e dei Cesaro.
 
C'era il Prc e la FdS, ma le assenze che si notavano di più erano soprattutto quelle del Pd e di Sel.
Non si capisce perché Sel continui a nicchiare e a mantenere una sorta di subalternità al Pd campano che, dopo il disastro delle primarie, piuttosto che fare autocritica e lasciare la mano a chi meglio potrebbe incarnare la voglia di riscatto di una città e del suo popolo, vuole imporre un suo nome come quello del prefetto Morcone, sconosciuto nella città. 
 
Sembra quasi che il Pd preferisca perdere le elezioni a Napoli piuttosto che cambiare radicalmente il modo di concepire il governo, come è già avvenuto alle Provinciali del 2009 e alle regionali del 2010. Se non si fanno i conti con quello che è avvenuto in questi 18 anni di governo delle Istituzioni locali, non si uscirà dal tunnel. Se non si fa un'autocritica profonda e vera rispetto alle aspettative deluse dei cittadini, difficilmente si può riprendere un cammino comune. Bisogna tornare indietro nel tempo, al 1993, quando Bassolino fu eletto per la prima volta Sindaco di Napoli con l'appoggio del Pds, del Prc e della Rete, con il Partito popolare all'opposizione. Un'alleanza frontista, come si diceva un tempo. Una Giunta di altissimo valore che creò, nei primi anni, uno straordinario entusiasmo e una partecipazione della città con tutte le sue voci. Si parlò forse con troppa enfasi di un nuovo Rinascimento napoletano, ma sicuramente c'era una città viva, con grandi opere come la metropolitana che prendevano avvio e, soprattutto, con un grande fermento culturale. Ma con il passare degli anni qualcosa comincia a cambiare. Nel 1998 Bassolino diventa Ministro del Lavoro nel Governo D'Alema. Un'esperienza che dura poco e con risultati che offuscano un pò l'immagine che aveva costruito come Sindaco. Da lì inizia un lento declino del personaggio. Nel 2000 si candida alle Regionali, e diventa Presidente. Ma non c'è più la società civile protagonista e partecipe come nel 93. C'è il sistema delle consulenze e delle prebende che assume la centralità nell'azione di Governo. La crisi dei rifiuti, il buco nella sanità, la gestione fallimentare della formazione professionale e dei finanziamenti comunitari alle imprese sono il tratto distintivo degli ultimi anni. E c'è soprattutto l'abbraccio mortale con De Mita, Mastella e i poteri forti a caratterizzare quegli anni. 
 
Si crea "il sistema ". Il consenso elettorale non lo si forma più con la condivisione di un progetto e la partecipazione, ma con il metodo clientelare. Bassolino, che aveva combattuto il sistema di corruzione nella ricostruzione post terremoto in Irpinia, si trova a utilizzare pratiche e metodi tipici di quel periodo.
Le vicende di queste ultime ore, con le dimissioni farlocche di 31 consiglieri comunali, rappresentano plasticamente il segno del decadimento delle Istituzioni a Napoli e in Campania. La fine di un'epoca. Sarebbe auspicabile un sussulto di dignità della Jervolino con le dimissioni volontarie e la parola fine a una storia che si chiude mestamente.
 
Con Luigi De Magistris oggi ci sono le condizioni per un nuovo inizio a Napoli, nel meridione e con uno sguardo attento a quanto ci arriva dall'altra sponda del mediterraneo.
 
Tommaso Sodano
Liberazione 06.03.2011

domenica 13 febbraio 2011

Dai territori: presentazione del Libro "La peste" di Tommaso Sodano a Venezia


Segnaliamo la presentazione del Libro di Tommaso Sodano LA PESTE DEI RIFIUTI, organizzata presso la libreria Feltrinelli di Mestre (Venezia) il 17 febbraio 2011, ore 18.00 

TOMMASO SODANO, già Presidente della commissione Ambiente e Territorio del Senato e membro della commissione Bicamerale per i rifiuti, attualmente Capogruppo della Federazione della Sinistra nel consiglio provinciale di Napoli, esponente dell'area politico-culturale Rifondazione per la Sinistra, è l'uomo che con le sue denunce ha fatto scattare le inchieste sulla gestione dei rifiuti in Campania e sul coinvolgimento della camorra (e per questo è stato minacciato di morte). Nel libro "La peste. La mia battaglia contro i rifiuti della politica italiana" (Rizzoli), scritto con il giornalista Nello Trocchia, ci mostra perché il contagio della politica criminale si è ormai esteso a tutta l’Italia.

Insieme all'autore intervengono

GIANLUCA SCHIAVON, Direzione Nazionale Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra
GUIDO MOLTEDO, saggista, caporedattore centrale di "Europa"

coordina ALBERTO FARINATO, Coordinamento Provinciale Giovani Comuniste/i Venezia