CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE Sabato 15 ottobre ROMA – ore 14

VIII CONGRESSO


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MANIFESTAZIONE 16 OTTOBRE ROMA

mercoledì 13 luglio 2011

Comitato Politico Nazionale 9-10 luglio 2011: intervento di Ezio Locatelli

Ho l’impressione, se usciamo da questa ristretta cerchia di discussione, che ci siano ancora troppi compagni/e attardati in una discussione involuta, priva di slancio  a fronte della necessità   che il partito nel suo insieme colga le potenzialità positive dei cambiamenti in atto. Cambiamenti che non sono semplicemente nei termini di un  capovolgimento delle fortune politiche di una maggioranza di governo quanto nei termini dell’esaurimento di un ciclo sociale e  di una radicale rimessa in discussione di molti valori portanti del pensiero dominante.  Lo abbiamo visto in questi mesi di intensificazione del conflitto sociale e coll’ultimo referendum. I segnali sono di un rovesciamento di elementi di egemonia e di sintonia di cui per lungo tempo ha beneficiato la destra, penso ad esempio ai temi della sicurezza o dell’immigrazione extracomunitaria agitati in termini securitari.  Oggi, dentro lo sconquasso della crisi, su temi come la precarietà, il lavoro, i beni comuni succede il contrario. Assistiamo ad un cambiamento di percezione, di immaginario collettivo che può ridare respiro e fiducia nella nostra  capacità di agire, di portare avanti un discorso di cambiamento. Abbiamo questa possibilità ad alcune condizioni. Ne indico due. La prima è che non ci si chiuda nel campo delle formule ideologiche o politicistiche – unità dei comunisti, costituente della sinistra o quant’altro – in un momento in cui bisogna tornare a fare discorsi correlati all’esperienza vissuta, concreta certo avendo la capacità di saldare concretezza e ragioni di fondo di una alternativa di società. Anche per quanto riguarda il tema dell’unità della sinistra, stiamo attenti alle scorciatoie fatte a tavolino, il solo modo per trovare delle risposte  e fare passi in avanti è nel conflitto sociale che attraversiamo. La seconda condizione è che in questa fase - che è si di ripresa sociale ma anche di forte critica nei confronti delle attuali forme di rappresentanza - noi dobbiamo lavorare di più ad una strategia di radicamento e di programma di lavoro nei territori come aspetto che caratterizza e differenzia il nostro agire politico. Chiedo: dopo averla lanciata quando parte la campagna sociale su “futuro, lavoro, società”? Diamo priorità a questo impegno senza nulla togliere all’importanza di lavorare ad una proposta politica. Su questo punto anche se mi sembra del tutto inverosimile guardare ad una prospettiva di governo – non ce ne sono le condizioni – dobbiamo trovare la maniera di incalzare non solo sull’idea del fronte democratico per battere Berlusconi, ma sulle proposte di programma, sui contenuti.      
Ezio Locatelli

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