CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE Sabato 15 ottobre ROMA – ore 14

VIII CONGRESSO


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MANIFESTAZIONE 16 OTTOBRE ROMA

lunedì 7 novembre 2011

Una forza politica all'offensiva

Proprio l'altro ieri eravamo impegnati come Rifondazione Comunista, unitamente all'Unione Inquilini e al Comitato di lotta per il diritto alla casa, in un presidio che ha impedito lo sfratto di Rita da parte di un sindaco di area leghista di un paese bergamasco. Una delle tante, innumerevoli iniziative di solidarietà e di lotta a cui abbiamo dato vita nel corso di questi anni in tema di diritti al lavoro, alla casa, allo studio, alla cittadinanza. Cosa c'entra tutto questo col dibattito congressuale in corso? C'entra, eccome!
Il tema della ripresa della "rifondazione della rifondazione" e della ricostruzione di una più larga sinistra di alternativa lo stiamo affrontando nell'occhio del ciclone di una crisi che tende a distruggere tutto il quadro dei diritti sociali e democratici. La mia convinzione è che non c'è nessunissima possibilità di riuscita di questa sfida alla ricostruzione e alla riprogettazione della sinistra se non vivendola, innanzitutto, come qualcosa che sta sul terreno della realtà della crisi e delle contraddizioni operanti del capitalismo contemporaneo. Peraltro questo indirizzo di lavoro l'abbiamo già sperimentato a livello territoriale - ripensare la politica in rapporto a ciò che si muove nella società - col risultato, in anni di oscuramento, di marginalizzazione istituzionale di diventare non lo specchio di difficoltà ma addirittura di realizzare un quadro di crescita e di espansione del partito. Questo percorso impegnativo è tutto quanto da sviluppare, ancor più oggi, in una situazione caratterizzata da forti correnti di malcontento e di opposizione, da una diffusione del conflitto, dalla rimessa in campo di nuovi bisogni sociali, di nuovi obiettivi della trasformazione. Torniamo a essere ambiziosi! Lavoriamo per un Congresso che si caratterizzi per una forte spinta innovatrice unitaria. Torniamo a presentarci come forza politica aperta e all'offensiva in modo da smentire una volta per tutte quanti hanno lavorato alla liquidazione nostra e di qualsiasi idea di sinistra di alternativa.
Certo io penso anche che questa precisa scelta di andare alla ricostruzione del movimento e della sinistra di alternativa come due facce della stessa medaglia non deve diventare semplicemente un fatto volontaristico. Serve una proposta, un ragionamento di prospettiva politica che ci consenta di tornare a essere percepiti come una possibilità di cambiamento politico.
Ci sono dei passaggi cruciali nelle vicende politiche che hanno rappresentato dei veri e propri spartiacque fra un prima e un dopo. Questo è uno di questi passaggi: la crisi capitalistica, le crepe dell'ideologia neoliberista, i vent'anni di potere di Berlusconi che volgono al termine. Nulla rimarrà come prima. La crisi apre un ciclo nuovo di cui vanno colte le potenzialità positive ma, in senso opposto, la possibilità anche che la crisi possa ulteriormente degenerare in assenza di sbocchi politici. Per rendere possibile questi sbocchi dobbiamo agire in due direzioni: l'unità della sinistra, non l'unità nominalistica e di facciata, ma l'unità costruita sul terreno concreto delle risposte da dare alla crisi; il tema delle alleanze politiche - non alleanze di governo di cui non ci sono le condizioni - per determinare un quadro politico più avanzato dentro cui agire la nostra prospettiva di cambiamento. Infine riscopriamo il pensiero comunista non come pensiero passatista, adagiato sui luoghi comuni ma pensiero critico, libertario che vive sul terreno della contemporaneità e della pratica di trasformazione che è la grande lezione di Marx.


Ezio Locatelli
direzione nazionale PRC

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